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TORINO ARTISSIMA 2011 CON GLI OCCHI E IL SENTIMENTO DEL TEMPO PDF Stampa E-mail
Sabato 26 Novembre 2011 16:12

I numeri : le 161 gallerie (in prevalenza straniere) presenti in questa edizione, 45 mila biglietti (una leggera flessione di duemila persone) e diverse iniziative connesse (mostre, installazioni e competizioni, performance, proiezioni, concerti e conversazioni).

Esplosione di cultura - Artissima, Paratissima, The Others, Dna.Italia, Operae.
Per vedere tutto, il consiglio era quello di prendersi almeno tre giorni di ferie. Perchè in questa settimana Torino, rinata dalle ceneri della crisi industriale, si è riscoperta città d'arte e cultura, investendo il suo futuro nel nuovo polo turistico, forte delle belle opere che la abelliscono e che le danno testimonianza di consolidato centro nevralgico, nel crocevia europeo, in storia, civiltà e nuove frontiere del sapere scientifico e tecnologico, presentandosi agli appassionati e ai protagonisti dell'arte,  con l'edizione 2011 di "Artissima" e le istituzioni. La rassegna che coniuga arti visive, nuovi linguaggi dell'immagine video, con la cronaca e l'attualità.
"Artissima 18" ha chiuso i battenti domenica 6 novembre alle 19, dopo una tre giorni di grande e < contagioso successo> all'OVAL. Eppure Artissima e le sue tante emanazioni -nonostante l'allarme pioggia abbia frenato il pubblico- c'è riuscita. Al punto di far convergere Comune e Regione su un'idea : estendere il più possibile la kermesse, moltiplicare Paratissima, kermesse nata in un piccolo spazio in via Po e che è cresciuta negli anni fino a invadere un intero quartiere, San Salvario, anche fuori dalla cinta daziaria, cioè a Venaria. Ed anche al centro-kermesse on the road.
Qui il tour dell'arte ha coinvolto 500 artisti. Prendere dai seminterrati i tesori nascosti dei musei ed esibirli in collezione permanente nelle reggie sabaude. Infine potenziare "The Others", la collettiva dedicata agli artisti emergenti torinesi allestita nella sua azzeccatissima collocazione delle ex-carceri Le Nuove, entusiasmando tanti giovani, nonostante la pioggia, ad affollare le piccole celle delle ex-Nuove.
"The Others" - ha affermato l'assessore alla Cultura Michele Coppola - è un progetto che alla prima edizione ha saputo conquistare diverse fasce di pubblico, grazie ad una formula fresca capace di integrarsi con gli eventi già presenti. Ora
dobbiamo confermare la sede espositiva delle Nuove, e sono sicuro che Braccialarghe mi affiancherà per raggiungere questo obiettivo".
La tre giorni si è aperta con la pennellata bianca lunga 35 metri, "il ritratto a contatto" di Enzo Mastrangelo sulla Mole Antonelliana, ed è proseguita con mostre, installazioni, concerti e competizioni d'arte di strada. Appena entri ad Artissima, vedi a sinistra da Guido Costa Projets, una grande opera fatta di tante bandiere, da quelle afgane a quella statunitense, e se leggi il titolo Failed States capisci che siamo nell'autunno 2011. L'artista si chiama Peter Friedì, e per lui gli Stati falliti o a rischio di fallimento, per un motivo o per l'altro, non sono solo l'Islanda e la Grecia. E che il mondo debba stare attento lo si capisce anche da un grande planisfero di Jonathan Monk, daWallner, dove i vari Paesi sono rappresentati con striscie catarinfrangenti  dei giubbini d'emergenza. Più poetico e più alla Boetti, il planisfero fatto con i francobolli italiani di varie epoche di Flavio Favelli, da Cardi Black Box. E in qualche modo The sleepers (I dormienti), un tavolo di una conferenza internazionale in cui tutti i partecipanti sono accasciati nel sonno, dell'Italo-Libica Adelita Husni-Ben (da Laveronica), esprime in modo efficace la situazione in cui ci troviamo.
Nell'ultimo pomeriggio, giro come una trottola per Artissima, penna alla mano e piantina alla mano, all'OVAL, dove a farla da padrona è l'arte contemporanea, protagonista di questa stagione autunnale. Anche qui, quest'anno, sono andate in scena le due anime che da sempre contraddistinguono, come appuntamento di riferimento per il mercato dell'arte contemporanea (affari stazionari, almeno così dicono), e il programma "Approssimazioni Razionali semplici", seguito da Lara Lavaretto e Francesco Manacorda. Altresì Artissima Lido ha offerto un fitto calendario di mostre, performance, proiezioni, concerti e conversazioni, in spazi scelti della città. "Lavoriamo sulla vocazione sperimentale, la capacità innovativa e la dimensione internazionale - ha affermato il direttore Manacorda, spiegando che l'obiettivo è "costruire un progetto di grande attualità, capace di mettere a frutto la particolare natura di Artissima, basata sulla duplice valenza culturale e di business, e di chef di questa fiera, un laboratorio per l'arte contemporanea. E un ideale crocevia per tutti i suoi protagonisti".
Anche al LINGOTTO FIERE, con "Dna.Italia", la fiera ospitata per tre giorni, dedicata agli operatori della cultura, con l'obiettivo di creare sinergie tra imprese, progettisti, finanza, istituzioni e associazioni che operano nella filiera dei beni
culturali.
Certo non si può leggere una fiera con gli occhi dell'attualità, ma molte opere in qualche modo hanno intercettato il sentimento del tempo. Un'invasione di creatività a partire dall'ormai tradizionale appuntamento con Artissima, la manifestazione internazionale giunta alla sua diciottesima edizione, diretta per il secondo anno da Francesco Monocorda. L'Oval presenti 161 gallerie, ha offerto il termometro della nuova creatività (e in particolare nelle gallerie aperte da pochi anni) della sezione New Entriers.
Non accade spesso che una fiera commerciale riesca a imprimere una scossa di simile forza (positiva) a una città. Anche se ad Artissima, l'allarme pioggia ha frenato il pubblico. Perchè in questo fine settimana, Torino ha vissuto, per dirla con le parole del sindaco Piero Fassino "un'esplosione culturale straordinaria". Al Lingotto Fiere, via Salvario, alla Borsa Merci della Camera di Commercio e addirittura, come si è detto nelle ex-carceri Nuove. Certo non si può leggere una fiera con gli occhi dell'attualità, ma molte opere in qualche modo hanno intercettato il sentimento del tempo. Anche perchè l'Oval è riuscita a dare con 58 gallerie italiane e 103 straniere, che hanno animato Artissima, il termometro di quello che si muove nella giovane creatività, in particolare nelle gallerie aperte da pochi anni : sono 25 quelle della sezione New Entries, a esprimere quel sentimento sono artisti anche affermati, provenienti da 11 paesi.. Suddivise in Quattro sezioni : "Main Section", che ha raccolto le gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale, "New Entriers", riservata alle gallerie più giovani, "Present Future", che porta all'attenzione del pubblico 20 artisti poco conosciuti degli anni '60 e '70, hanno proposto complessivamente i lavori di circa 800 artisti, coprendo con le opere esposte, un arco temporale che ha spaziato dai primi Anni Sessanta (Back to the Future) a oggi.
Con Artissima si è chiusa anche PARATISSIMA, tutta per strade, che l'assessore alla Cultura Michele Coppola, porterà a Venezia nell'estate 2012, l'altra faccia della Kermesse dell'Oval. Successo di Artissima Lido, emanazione <off> di Artissima al Quadrilatero Romano, in edizione by night.
C'è stato il math tra gallerie super pop blasonate e gallerie aperte da pochi mesi. Così non è mancata la londinese Lisson, in primo piano opere, puntando sul dialogo tra Tony Cragg e Jason Martin - le sfuggenti sculture dell'uno (da alcune decine ad
alcune centinaia di migliaia di euro di valore) si sono confrontate con i dipinti ipermaterici dell'altro, in uno stand di eleganza. Dark Whisthing", l'opera prodotta per Res.o (il progetto di fondazione per l'arte). Merita una menzione per Dina
Danish, che ha vinto il "Premio Illi" (10 mila euro, più l'opportunità di personalizzare con una sua opera le tazzine triestine, grazie a "The Dark Whistling Nightingale", l'opera prodotta per Res.ò (il progetto di fondazione per l'arte Crt).
Una tre giorni di grande e "contagioso" successo, il "design" è protagonista con OPERAE, 44 gli espositori. Italiani e stranieri che vi hanno partecipato. La mostra mercato che per il secondo anno ha portato alla Borsa Merci della Camera di
Commercio, di via Andrea Doria, il design "autoprodotto".
"La soddisfazione è tanta - dice il patron-direttore Manacorda - artisti e galleristi sono contenti dell'ottimo livello complessivo. Era questo l'obiettivo. Il business è quasi impossibile da registrare, la mia vittoria è che gli espositori internazionali abbiano riconosciuto in Torino il luogo della sperimentazione". Tra gli stand della fiera è facile trovare in visita i direttori delle manifestazioni "concorrenti". Si fa per dire... fino a quando si è potuto incrociare Silvia Evangelisti di Arte Fiera di Bologna, senza nascondere la sua stima per la kermesse torinese: "Non la sento in concorrenza -afferma - perché copre una fetta di mercato diversa. Mi piace l'aria che si respira qui. Credo di capire come gli artisti oggi reagiscono alla crisi". Una crisi che per la Evangelisti non è solo economica. A fronte di questa c'è chi risponde con opere un po' concettuali. E dinanzi a questo nostro chiedersi, c'è il direttore di Artissima a flirtare con gli artisti insieme ai galleristi : "La buona visibilità appaga più di un giro d'affari ... siamo un'ottima vetrina. A esser sinceri anche il fervore culturale della città ha aiutato", "quando penso la fiera, mi metto nei panni dell'intenditore, come in quelli del visitatore. i numeri hanno confermato che il mix è riuscito molto bene". Quest'anno Artissima, per la prima volta, ha organizzato un programma di mostre e di eventi al di fuori della fiera e dei suoi orari di apertura (chiusura anticipata alle 19), nel centro di Torino. Pensata come una mostra collettiva di spazi sperimentali "Artissima Lido" ha offerto un fitto calendario di mostre, performance, proiezioni, concerti e dibattiti.
Torino è pur sempre la città dell'arte povera e non sono mancate le opere del movimento celebrato con la grande mostra di Celant a Rivoli. Da Tucci Russo un Paolini sui 120 mila euro. Da Sprovieri, più o meno lo stesso un Kounnellis. E galleristi come Persano hanno anche opere di epigoni come Alessandro Sciaraffa, che con grandi tamburi di cartapecora riempiti di grani metallici e sospesi in aria, riproduce poeticamente il rumore della risacca, un vero effetto ipnotico. Ma chi voleva sperimentare una vera ipnosi, poteva andare nei sotterranei della fiera, dove per "Approssimazioni Razionali Semplici", il museo < impermanente >, ideato da Lara Favaretto in tandem con Manacorda, Raiundas Malasauskas, ipnotizzava i visitatori, proponendo loro in sonno la visione di grande mostre del passato.
Mentre nel museo <impermanente> di Lara Favaretto, l'arte fa dormire, puoi anche risvegliarti con la sua impertinenza, come nel caso dell'artista Lg Williams che ha esposto nella galleria Super Window Projet di Kyoto, "Better than Picasso".
L'opera in realtà non esiste, ma ti porti via la targhetta per soli 2500 euro.
L'arte contemporanea, dunque, ha contaminato la città, soprattutto domenica.
Soddisfatte le istituzioni: 45 mila biglietti sono tanti, nonostante il clima!
Artissima c'è riuscita.

ALFREDO PASOLINO

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Novembre 2011 16:22
 

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