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Galleria d'arte Immaginecolore (Genova, vico del Fieno 21r) il giorno venerdì 27 maggio 2011, alle ore 18 presentazione del testo/script:
"Con un paio di scarpe qualunque. Appunti per una performance" di Alessia Certo e Giulia Vannucci a cura del prof. Roberto Guerrini
edizione speciale del magazine culturale Cantarena di Mario Fancello
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In questa occasione, non intendo entrare nel merito dell'operato di Alessia Certo e Giulia Vannucci. Ritengo che questo loro interessante ed esaustivo lavoro, per altro coerentemente contestualizzato nell'ambito della loro ragguardevole ricerca, sia in grado di reggersi a sufficienza sulle proprie gambe, non necessitando pertanto di particolari introduzioni, didascalie e/o prefazioni di sorta. Preferisco invece dedicare queste mie righe per augurare a queste due giovani, serie ed impegnate autrici tutta l'attenzione che meritano. La mia sincera speranza è, che proprio a partire dalla città in cui vivono ed operano (città che, sostanzialmente, fatica molto nel proporsi attraverso qualcosa che vada aldilà dell'ovvio e l'opportuno), venga loro data la giusta attenzione e concessa un'opportunità di crescita attraverso la chance di uno spazio pubblico al fine di implementare i propri intenti, progetti e studi e di sviluppare il necessario confronto diretto con una reale controparte. Un augurio anche per Genova, città ormai proiettata in una realtà post industriale, ma che mostra alcune difficoltà a trovare una propria ed auspicabile nuova dimensione socio-economica e che, se intende darsi una nuova chiave di qualificazione (come sembrerebbe voler far intuire) anche di tipo turistico-culturale, dovrà, probabilmente anche a partire dalle proprie istituzioni, educarsi ad altre modalità d'azione e comportamento, magari proprio attraverso il dispiegamento di alcune risorse pubbliche (a beneficio soprattutto dell'impresa culturale dei giovani) al fine di creare spazi di reale partecipazione e non solamente di mero e passivo consumo.
Roberto Guerrini
.... Il nostro non è tuttavia un racconto e, tantomeno, un romanzo. È piuttosto il tentativo di unire le tracce, gli appunti di un'esperienza diretta dell'ordinario con un flusso di associazioni e memorie. Il conseguente testo-script è contemporaneamente il risultato e l'impulso dell'azione. Percorrere ogni giorno la stessa strada, soffermarsi ad osservare ciò che è talmente ovvio da essere invisibile, annotare e, dai sentieri tracciati camminando dentro la città, veder nascere questo filo narrativo che ha ordinato le nostre rotte e unito la realtà con storie nate attraverso processi associativi. Le nostre storie, più che inventate, traggono dunque la loro possibilità d'essere ed il loro divenire dall'interazione con frammenti di una realtà profonda ed appartenente ad una coeva memoria collettiva. Con un paio di scarpe qualunque è quindi l'insieme di parole indirizzate ad aprire la possibilità, in chi legge, di addentrarsi in uno spazio vuoto nel tentativo di dare luogo a possibili individuali montaggi interiori capaci di andare aldilà di ciò che è indicato, costretto e circuito nella parola, nella convenzione, nel nome....
A. Certo e G. Vannucci
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